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L'Europa e la cultura araba



Il mondo musulmano manifesta una grande vitalità culturale: assorbe e rielabora gli aspetti della civiltà con cui viene in contatto. Rispetto all'Occidente latino, l'islam per molti secoli si rivela più progredito. I dotti mussulmani rielaborano le teorie di Platone e Aristotele. Anzi, le opere di Aristotele, nel tardo medioevo, torneranno in Occidente accompagnate dai commenti di autori islamici.
Anche in altri campi il contributo del sapere arabo è prezioso. Scienziati islamici compiono progressi in diversi campi come l'alchimia (complesso di conoscenze pratiche), la medicina, la fisica, l'astronomia.

Rilevante è il contributo nella matematica:


L'algebra deve il suo nome al titolo del libro di al-Khuvaritzmi, matematico iraniano della regione dell'attuale Uzbekistan, vissuto tra il 780 e l'850 deriva poi la parola algoritmo.



al-Khuvaritzmi


La fase di maggior splendore della civiltà araba è compresa tra i secoli VIII e XIII, in particolare sotto la dinastia abbaside, che porta la capitale a Baghdad.
Nelle città di Baghdad e Bassora si sviluppa la letteratura araba che ha forti intenti pedagogici.
 La prima opera scritta in arabo dopo il Corano, è Il libro di Kalila e Dimma di Ibn al-Mukaffa.




Ibn al-Mukaffa


A originali indiani risale anche il primo nucleo dell'opera letteraria più famosa del mondo arabo: Le Mille e una notte, una raccolta di novelle la cui elaborazione va dal 900 al 1500. Di origine indiana è proprio la storia che fa da cornice, quella della regina Sherazade che salva la propria vita raccontando una serie di novelle.







 Infine, un gruppo di novelle religiose sono di origine cristiana ed ebraica. Queste opere letterarie dunque testimoniano come non solo la cultura araba dialoghi con quella dei territori occupati, ma come essa, funzioni come cerniera tra cultura occidentale e culture orientali

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